Sono vent’anni che vivo così
senza poterne parlare
come guardare da un vetro ma senza toccare
Un piatto caldo è quello che ho
festa vuol dire mangiare
e guardo fuori e aspetto il treno passare
E cos’è il mondo fuori a volte mi chiedo anche dov’è…
E perché tutto è diviso fra tanta miseria e poca nobiltà
Io la guardavo passare di là
dall’altra parte del muro
come si guarda il passato pensando al futuro
Girò i suoi occhi, incontrarono i miei
in modo insolito e breve
ed io li chiusi come fa con l’estate la neve
E la sognai
Insieme andammo a cercare su un auto la libertà
verso est dove non c’erano tanta miseria e poca nobiltà
Poi aprii gli occhi e lei non c’era più
solo rumori già noti
e sensazioni passate di bicchieri vuoti
Rimasi solo con l’altra mia lei
madre amante e figlia
vecchia compagna fedele
la mia ultima … bottiglia